TUTTO UN PAESE IN SCENA

 

Montefalcone Valfortore (Benevento, Italia): una mostra fotografica ripercorre la straordinaria rappresentazione della “Via Crucis” che nell’aprile scorso ha mobilitato tutta la popolazione.

 Un evento nell’evento. La mostra fotografica allestitita presso il Centro Sociale (piazza Medaglia d’Oro) di Montefalcone Valfortore è davvero una singolare opportunità per rivivere momenti ed emozioni legati alla “Via Crucis Vivente” andata in scena lo scorso 23 aprile 2011. Una grande manifestazione di teatro e di popolo è infatti riproposta attraverso quasi duecento scatti che raccontano – anche a chi non ha avuto modo di presenziare all’evento – una straordinaria rappresentazione che, per una intero pomeriggio e buona parte della sera, ha visto un intero paese “fare teatro”. Non era la prima volta che Montefalcone ospitava le scene che raccontano gli ultimi istanti di vita di Gesù di Nazareth. La prima edizione si tenne nel 1978. Venne successivamente riproposta nel 1979, nel 1980, nel 1985 e nel 2001. Così, dopo dieci anni, l’idea è stata rilanciata, con grande consenso di pubblico.

Nel vedere le immagini esposte alla mostra, si ha una visione ovviamente parziale dell’evento che ha visto calcare le scene a cielo aperto circa duecento tra attori, figuranti, scenografi, tecnici, addetti alle luci ed alla fonica. Insomma, quasi un intero paese è sceso per le strade e le piazze, rappresentando le quattordici stazioni della via crucis, nella suggestiva cornice del centro storico di Montefalcone. Sia pure con le dovute differenze, la comunità fortorina è sembrata riecheggiare le atmosfere di analoghe manifestazioni che si tengono ad Oberammergau (Germania) e a Sordevolo (Vercelli) dove da tempo è messa in scena la “passione di Cristo”, coinvolgendo comunità e territori locali.

Non è stato facile compiere l’impresa. Ma a Montefalcone, quando Leonardo Agrella (alla regia), Chiara D’Alessio e Ireneo Calò – che hanno coordinato l’evento – hanno lanciato la sfida, l’Amministrazione Comunale e la Parrocchia di Santa Maria Assunta non si sono tirati indietro, decidendo di investire in un evento di sicura presa.

Mi racconta Leonardo Agrella, artigiano, appassionato di teatro e regista della“Via Crucis Vivente”, che incontro davanti alle immagini della mostra : “Tutto è partito il 20 gennaio scorso. Ed in soli tre mesi abbiamo davvero fatto…miracoli per allestire la rappresentazione. Abbiamo avuto subito il sostegno del sindaco dott.ssa Assunta Gizzi e del parroco don Annibale Di Stasio, che ha preso parte al team che ha elaborato la sceneggiatura e che ha curato la produzione. Tutte le settimane, da lunedi e venerdi, ci siamo trovati a progettare, redigire, preparare la messa in scena. Abbiamo provveduto al casting, con la scelta delle figure principali come Gesù (interpretato da Mario De Tomo), Pietro (Rocco Palazzi), Giuda (Christian Lucarelli), Giovanni (Dario Curcio) e Maria (Iolanda Picuccio). E poi la preparazione del Coro, la selezione dei brani musicali – tutti eseguiti dal vivo da un gruppo di musicisti -, le scenografie, il service acustico, la tecnica di scena. Insomma, un gran lavoro, tenendo presente che i vari movimenti coinvolgevano decine e decine di figuranti, il cosiddetto “popolo” “.

Un’attenzione particolare è stata posta sui costumi, che sono stati forniti dall’agenzia di Adriana Monaco, di Ariano Irpino, specializzata in abiti di scena. Va detto che nella sua prima edizione, nel ’78, la “Via Crucis Vivente” si svolse con i costumi che erano serviti alla produzione del celebre “Gesù” di Franco Zeffirelli, allora messi a disposizione da Michele Trotta, originario di Montefalcone. Oltre 160 i capi di vestiario – armature comprese – indossati il 23 aprile scorso dagli attori della sacra rappresentazione che, per ben cinque ore e mezzo, dalle 16 alle 21,30, si è snodata tra le architetture del paese sannita. Una grande folla, proveniente anche da altri paesi del Beneventano, ha partecipato alla messa in scena delle “stazioni” della “passione”, che si è conclusa nell’oscurità delle ore notturne sul colle che domina Montefalcone (Ngopp u Palazz). E sono effettivamente le scene della crocifissione – esaltate dall’ottimo allestimento delle luci – a risaltare nelle 180 immagini della mostra, curata da Fotografart di Foiano. Il percorso fotografico fa sorgere spontanea la domanda se la “ Via Crucis Vivente” verrà calendarizzata anche nel futuro. Leonardo Agrella esprime l’auspicio che si possa ripetere, magari a cadenza ciclica, ogni due o tre anni. Anche il sindaco Gizzi non nasconde l’idea che l’evento possa avere una scadenza fissa, trasformandosi in un appuntamento di sicuro richiamo del comune fortorino. Certo, è anche un problema di budget, risolto quest’anno grazie al sostegno degli sponsor, dei volontari, delle associazioni locali e di tanti amici e collaboratori che hanno sottoscritto un impegno preso in un fredda giornata di gennaio. A conti fatti, l’impresa è costata non più di 10 mila euro. Ed anche questo – anche a fronte degli eccellenti risultati – è un altro “miracolo” prodotto dalla voglia di fare e dall’entusiasmo della gente di Montefalcone.

Roberto Alborghetti

 

 

MY ARTWORKS: IN AMNIOTIC FLUID

 

IN AMNIOTIC FLUID ” is the title of one of my recent “LaceR/Actions” artworks.

Medium: Canvas, 57×87, Unique original copy.

Image location: Bergamo, Italy 2010.

 

 LaceR/Actions”is a multidisciplinary project and research about urban landscapes, especially concerning the apparent chaos of ripped papers from billboards and advertisings diplays. I have so far collected more than 24.000 images. Impressed by photocamera and transferred on canvas, reproduced on lithographs or textiles, or scanned in a video clip, the details of torn advertisings give new life to paper lacerations.

I think that in the lacerated advertisings is recognizable the “unwrapped” city, self-destroying in the messages, self-regenerating and self-reproducing in new visual elements, often contradictory, dissonant, discordant, but still surprisingly vital.

Some “Lacer/Actions” artworks were published in a booklet-portfolio: Pics of torn (publi)city”. In July 2010, thirty thousand people visited my show “The Four Elements of LaceR/Actions” during the three days exhibition at Oriocenter (Milano Bergamo Orio Airport, Italy).Myartworks are also taking part of experiences about sensorial and emotional perceptions (sinestesys) concerning kinesiologic tests.

 

 

LACER/ACTIONS on web

www.artslant.com/ew/artists/show/134694-roberto-alborghetti

www.myspace.com/lacer-azioni

www.youtube.com/user/lacerazioni

www.facebook.com/roberto.alborghettilacerazioni

http://lacer-azioni.blip.tv/

https://robertoalborghetti.wordpress.com/

http://it.linkedin.com/in/robertoalborghettilacerazioni

 

 

LACER/ACTIONS ARTWORKS: BLACK’N WHITE

 

Black’n white, but someone named it optical” is the title of one of my recent “LaceR/Actions” artworks.

Medium: Canvas, 62×93, Unique original copy.

Image location: Lecco Lake, 2011.

 

 

LaceR/Actions”is a multidisciplinary project and research about urban landscapes, especially concerning the apparent chaos of ripped papers from billboards and advertisings diplays. I have so far collected more than 24.000 images. Impressed by photocamera and transferred on canvas, reproduced on lithographs or textiles, or scanned in a video clip, the details of torn advertisings give new life to paper lacerations.

I think that in the lacerated advertisings is recognizable the “unwrapped” city, self-destroying in the messages, self-regenerating and self-reproducing in new visual elements, often contradictory, dissonant, discordant, but still surprisingly vital.

Some “Lacer/Actions” artworks were published in a booklet-portfolio: Pics of torn (publi)city”. In July 2010, thirty thousand people visited my show “The Four Elements of LaceR/Actions” during the three days exhibition at Oriocenter (Milano Bergamo Orio Airport, Italy).Myartworks are also taking part of experiences about sensorial and emotional perceptions (sinestesys) concerning kinesiologic tests.

 

 

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TIME: CLIP WITH ARTWORKS AND JONTEKNIK SOUND

 

Time” is a videoclip created with my LaceR/Actions artworks. Made at Animoto, the video shows pictures from my collection about ripped ads.

The soundtrack is “Time” by Jonteknik (Jon Russell), musician and composer based in Brighton (UK). The 30” clip mixes up images from walls and billboards with nice electro-techno sound created by Jonteknik. “Time” is part of the album “Sounds from the electronic garden”. Jonteknik was so happy about the result. He said: “Nice visuals… I like that…cool! Thanks, I am impressed 🙂 “

Time” – in Italian language: “Tempo” – is a clip that gathers and mixes up – in a provocative way – different languages, from street art to video art, passing through music, photography, performances, graphic a.s.o.

 Click here and enjoy “LaceR/Actions Time video”:

 http://youtu.be/0NMmQsuKoA8

 http://blip.tv/laceractions-lacerazioni/lacer-actions-time-4825495

 http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&VideoID=104769567

LACER/ACTIONS: NEW CLIP WITH \”URBAN SIGNALS\” ARTWORKS

ArtSlant – LACER/ACTIONS: NEW CLIP WITH \”URBAN SIGNALS\” ARTWORKS

via ArtSlant – LACER/ACTIONS: NEW CLIP WITH \”URBAN SIGNALS\” ARTWORKS.

ARTWORKS AGAINST NUCLEAR POWER

My videoclip titled “LACER/ACTIONS – RADIATIONS” wants to insinuate a little doubt in who think that the best solution for our lives is brollin’ the planet… The clip shows nine of my recents artworks. The images are ripped papers that I captured along the streets of Rome, Milan, Amsterdam and London. They intend to suggest chromatic sense and sensations about radiations emergency and nuclear problems.

The 28 seconds of pics and music (Bandroid by Cracknation ) end up with a slogan: “CLEAR-NU-CLEAR”. Colors and shapes want to express the strength of a message: “Givin’ proof with nuclear power station of the same unselfishness for human life is the worse betrayal that could be done to Hiroshima’s victims”. (Kenzaburo Oe, Nobel Prize).

Click and see:

http://www.youtube.com/watch?v=hpTfyQx5-FU

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 “LaceR/Actions”is a multidisciplinary project and research about urban landscapes, especially concerning the apparent chaos of ripped papers from billboards and advertisings diplays. I have so far collected more than 24.000 images. Impressed by photocamera and transferred on canvas, reproduced on lithographs or textiles, or scanned in a video clip, the details of torn advertisings give new life to paper lacerations.

I think that in the lacerated advertisings is recognizable the “unwrapped” city, self-destroying in the messages, self-regenerating and self-reproducing in new visual elements, often contradictory, dissonant, discordant, but still surprisingly vital.

Some “Lacer/Actions” artworks were published in a booklet-portfolio: Pics of torn (publi)city”. In July 2010, thirty thousand people visited my show “The Four Elements of LaceR/Actions” during the three days exhibition at Oriocenter (Milano Bergamo Orio Airport, Italy).Myartworks are also taking part of experiences about sensorial and emotional perceptions (sinestesys) concerning kinesiologic tests.

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LACER/ACTIONS ARTWORKS: SUGGESTION FOR A DREAM

 

Suggestion for a dream #2345” is the title of one of my recent “LaceR/Actions” artworks.

Medium: Canvas, 73×93, Unique original copy.

Image location: Milan, 2010.

 “LaceR/Actions”is a multidisciplinary project and research about urban landscapes, especially concerning the apparent chaos of ripped papers from billboards and advertisings diplays. I have so far collected more than 24.000 images. Impressed by photocamera and transferred on canvas, reproduced on lithographs or textiles, or scanned in a video clip, the details of torn advertisings give new life to paper lacerations.

I think that in the lacerated advertisings is recognizable the “unwrapped” city, self-destroying in the messages, self-regenerating and self-reproducing in new visual elements, often contradictory, dissonant, discordant, but still surprisingly vital.

Some “Lacer/Actions” artworks were published in a booklet-portfolio: Pics of torn (publi)city”. In July 2010, thirty thousand people visited my show “The Four Elements of LaceR/Actions” during the three days exhibition at Oriocenter (Milano Bergamo Orio Airport, Italy).Myartworks are also taking part of experiences about sensorial and emotional perceptions (sinestesys) concerning kinesiologic tests.

 Roberto Alborghetti

  

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BRUNO BOGGIA, DESIGN IS LIFE

  

Meeting in Como with the creator of textiles design internationally known. He worked for Capucci, Lacroix, Valentino, Lancetti, Mila Schon, Chanel, Celine, Dior, YSL, Etro, Escada, Donna Karan, Paul Smith, Rolando Santana … And he’s interested too in my “laceR/Actions” artworks.

 

Bruno Boggia. Drawings. It says so the simple plate of the front door, in the building of Via Pietro da Breggia 3, a short walk from the shores of Lake Como. Moreover, there are no other ways to submit a study that for nearly sixty works in textile design, creating prototypes that are known and bought in the world. “Boggia” is a prestigious and historic brand. And, without rhetoric, helps to represent the national creativity, that’s the pride and honor of Italy.

Visiting the Boggia Studio, personally knowing the founder and animator – Bruno -, attending the working stages of his team, is an experience that lets you travel into the emotions of color and history of a small company that, from the heart of Como, has landed in the most important “maisons” of international fashion. Bruno Boggia is now a young man of 83 years who, every day, has the strength to find, in his work, creative spirit and motivation of life and desire to do and discover. It goes like this ever since – a child – he liked to scribble figures on a few sheets of paper he could find around the house. Born in Carate, always on the shores of Lake Como, a childhood lived simple and humble as it was for most kids at that time, thrown through the difficulties of an era marked by war.

The passion for drawing led him to Milan to attend the Academy Cimabue, with an examination at the Brera. Bruno remembers, not without emotion, which at that time had no money to buy oil paint and then make do as best he could, because the desire to draw and express themselves was too strong. Boggia Bruno says: “It was very poor then. Do not fare well. And the difficulties were many, including me. Therefore, the design was also a way to earn a personal freedom, to build dreams. I had confidence and I did. Even if every day there is always something to learn … The design for me is life. It’s the dream. It ‘s all. “

In 1953, Bruno Boggia set up his studio in Como. Extends drawings and sketches for textiles, especially silk, because Como city means silk too. As with all beginnings, the road is uphill. But day after day Bruno’s designs attracted interest, provoke astonishment. Orders arrive, even from abroad, where the Boggia Studio is appreciated for its creativity and rigorous style. Aspects that characterize today’s production and activity of Boggia brand. Bruno work together with her daughter Lucia and a specialized team of designers. He offered his own artistic expression signatures to important Houses for haute couture and pret-a-porter: Capucci, Lacroix, Valentino, Lancetti, Mila Schon, Chanel, Celine, Dior, YSL, Etro, Escada, Donna Karan, Paul Smith, Rolando Santana. The work of Bruno Boggia is critical to the success of a brand. His contribution is a “behind the scenes, often unknown and far away from the catwalk. But there is no doubt what the design affect the consensus generated from a fashion line. And as the design and overall influence on the final image of a leader. Those of Boggia are exclusive designs and custom over the years have helped to establish a unique creative archive.

Today, as always, Boggia Bruno loves to discover and to face with new ideas and experiments. He loves being in touch with artists and painters, to whom are offered opportunities of expression and commitment. And Bruno Boggia was easy tuned into my “LaceR/ Actions” pics. Seeing some of my artworks reproduced on the album published by Velar-portfolio or on a computer screen, he tells me plainly that he likes them and that he likes the idea through which are “products”. Moreover, he has attracted and fascinated by abstract shapes and coloristic vibrations emanating from the mix of colors. I am confident that, armed with his camera, he never loses an opportunity to capture details and particulars of the things around us. And he show me the subjects on the screen of his digital Canon. They are images of the transparency of glass of a bottle of water, the holes of the speakers of a TV screen, the veins of the leaf of a plant. He also shows me drawing sheets obtained in France and in Eastern Europe. It is delighted by the color and its shape. He says that the images are music. And light and energy.

Boggia Bruno tells me that its productions are unaware of the crisis. And there are orders from abroad, China included, where the Studio collected a great deal. A big success in a continent where silk production is a tradition, as well as a driving force economically. Yet Boggia has surprised even the Chinese with his own “Silk Road”. “If there is good work, there is no crisis,” he says. And every day, he continues to operate in his studio, seeing, suggesting, planning and creating. Every now and then, he looks up and throws a glance over the windows, to the waters of the lake, where many colors are reflected. The nature, in this warm spring, cannot fail to fascinate Bruno Boggia, artist of the drawing.

 

Text and photographs by Roberto Alborghetti

 

 

In pictures: Bruno Boggia with his daughter Lucy, and some production of silk scarves.

BRUNO BOGGIA, IL DISEGNO E’ VITA

 

Incontro a Como con il creatore di design per tessuti noto a livello internazionale. Ha lavorato per Capucci, Lacroix, Valentino, Lancetti, Mila Schon, Chanel, Celine, Dior, Y.S.L., Etro, Escada, Donna Karan, Paul Smith, Rolando Santana…

Bruno Boggia. Disegni. C’è scritto così sulla sobria targhetta della porta d’ingresso, nello stabile di via Pietro da Breggia 3, a pochi passi dalla riva del Lago di Como. Del resto, non servono altre indicazioni per presentare uno studio che da quasi sessant’anni lavora nel disegno tessile, creando prototipi che sono noti ed acquistati nel mondo. “Boggia” è una firma storica e prestigiosa. E, senza retorica, contribuisce a rappresentare all’estero quella creatività nazionale che è vanto ed onore dell’Italia.

Visitare lo Studio Boggia, conoscere personalmente il suo fondatore ed animatore – Bruno – , assistere alle fasi lavorative del suo team, è una esperienza che ti consente di viaggiare nelle emozioni del colore e nella storia di una piccola azienda che, dal cuore di Como, è approdata nelle più importanti “maisons” della moda internazionale. Bruno Boggia è oggi un giovane di 83 anni, che ogni giorno ha la forza di trovare nel suo lavoro, nel suo spirito creativo, motivazioni di vita e voglia di fare e scoprire. Fa così fin da quando – da piccolo – amava scarabocchiare figure su quei pochi fogli di carta che riusciva a trovare in giro per la casa. Nato a Carate, sempre sulle rive del Lario, ha vissuto un’infanzia semplice e povera, come lo era per gran parte dei ragazzi di allora, scaraventati tra le difficoltà di un’epoca segnata dalla guerra.

La passione per il disegno lo spinge a Milano, a frequentare l’Accademia Cimabue, con esame finale a Brera. Ricorda Bruno, non senza commozione, che a quei tempi non aveva soldi per acquistare i colori ad olio e dunque si arrangiava come poteva, perchè il desiderio di disegnare e di esprimersi era troppo forte. Racconta Bruno Boggia: “Si era molto poveri allora. Non ce la passavamo bene. E le difficoltà erano tante, anche per me. Dunque, il disegno era anche un modo per conquistarmi una libertà personale, per costruirmi dei sogni. Ho avuto fiducia e ce l’ho fatta. Anche se ogni giorno c’è sempre da imparare… Il disegno per me è vita. E’ sogno. E’ tutto.”

Nel 1953, Bruno Boggia avvia il suo studio di Como. Stende disegni e bozzetti per tessuti, soprattutto per le sete, perchè Como vuol dire seta, vuol dire storia, vuole dire la stessa città. Come in tutti gli inizi, la strada è in salita. Ma giorno dopo giorno i disegni di Bruno si impongono, calamitano interesse, suscitano stupore. Arrivano gli ordini, anche dall’estero, dove lo studio Boggia comincia ad essere apprezzato per creatività e rigore stilistico. Aspetti che anche oggi contraddistinguono la produzione e l’attività del marchio Boggia, per il quale lavorano la figlia Lucia ed una squadra specializzata di disegnatori. Ha offerto la propria espressione artistica ad importanti firme e Case che operano per l’alta moda ed il pret-a-porter. E’ il caso di Capucci, Lacroix, Valentino, Lancetti, Mila Schon, Chanel, Celine, Dior, Y.S.L., Etro, Escada, Donna Karan, Paul Smith, Rolando Santana, che è tra i nomi più seguiti sulla scena di New York. Il lavoro di Bruno Boggia è fondamentale per il successo di una griffe. Il suo è un apporto “dietro le quinte”, spesso sconosciuto e lontano dalle passerelle. Ma è fuor di dubbio quanto il disegno incida nel consenso suscitato da una linea di moda. E come il disegno influisca sull’immagine finale e complessiva di un capo. Quelli di Boggia sono disegni esclusivi e personalizzati che, nel corso degli anni, hanno contribuito a costituire uno straordinario archivio creativo.

Oggi, come sempre, Bruno Boggia ama scoprire e confrontarsi con nuove idee e sperimentazioni. E’ in contatto anche con artisti e pittori, ai quali vengono offerte opportunità di espressione e di impegno. E con Bruno Boggia è stato facile, anche per me, entrare in sintonia con le mie “LaceR/Azioni”. Nel vedere alcuni dei miei artworks riprodotti sull’album-portfolio edito da Velar o sullo schermo di un computer, mi confida apertamente che gli piacciono e che apprezza l’idea attraverso la quale sono “prodotti”. Del resto, egli stesso è attratto e affascinato dalle forme astratte e dalle vibrazioni coloristiche emanate dal mix delle tinte. Mi confida che, armato della sua fotocamera digitale, non perde mai occasione per catturare dettagli e particolari delle cose che ci girano intorno. E me li mostra facendo scorrere i soggetti sullo schermo della sua Canon digitale. Sono immagini delle trasparenze del vetro di una bottiglia d’acqua, dei fori degli altoparlanti di uno schermo tv, delle nervature della foglia di una pianta. Mi mostra anche fogli di disegno acquisite in Francia e nei Paesi dell’Est. E si incanta davanti al colore ed alle sue forme. Dice che le immagini sono musica. E luce ed energia. Come non essere d’accordo con questo artista, che con umiltà, passione e tanacia ha costruito sul disegno una cultura di vita e del lavoro.

Bruno Boggia mi racconta che le sue produzioni non conoscono la crisi. E che dall’estero gli ordinativi non mancano. Anche in Cina sono stati raccolti grandi risultati. Il che è tutto dire per un continente dove la produzione di sete disegnate è una tradizione, oltre che un traino economico. Eppure, Boggia ha stupito anche i cinesi con la sua personale “via della seta”. “Se lavori bene non c’è crisi che tenga”, commenta. E lui, ogni giorno, continua a scendere nel suo studio, a vedere, suggerire, ideare e creare. Poi, ogni tanto, alza lo sguardo dai fogli e lo getta oltre le finestre, fino alle acque del lago, che si increspano con i refoli del vento, riflettendo i mille colori di una natura che ,in questa calda primavera, non può non affascinare Bruno Boggia, artista del disegno.

Testo e foto di Roberto Alborghetti

 

 

Nelle immagini: Bruno Boggia con la figlia Lucia ed alcune produzioni di foulards di seta.

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BOGGIA CREATION OF TEXTILE DESIGNS

Bruno Boggia started his activity as a textile designer in 1953 in Como where he still continues to work in his atelier with his doughter Lucia and his very selected team of professional designers.
In all these years, he has been working for the most important fashion houses specialising in haute couture and pret-a-porter: Capucci – Lacroix – Valentino – Lancetti – Mila Schon – Chanel – Celine – Dior – Y.S.L. – Etro – Escada- Donna Karan – Paul Smith

Strong point of all the collections is the total exclusivity and interpretation of the design beyond the extensive archives of own design produced in more than 50 years of work.
The overall spirit of the collection is pervaded by the ideas of freshness femmininity fashion sophistication.

LE “LACER/AZIONI” DI ROBERTO ALBORGHETTI:”AND CONTAMINATION BECOMES ART”

Mina Cappussi (editor in chief of the daily magazine “A World of Italians” wrote this article aboout “Lacer/Actions” artworks:Roberto Alborghetti choose to silence words and to let the images tell. LaceR/Actions are really unusual images, so far away from common visions. They are not manipulated images, they are natural images. Alborghetti “spies” advertisings, and all what is ripped, sticked and lacerated paper, mixin’up styles, colors, explicit or subliminal messages. Alborghetti proceeds his research in an ingenious way, re-reading images and messages in the light of superimposition, like a photoshot with a long time exposure, lettin’ flow emotions, sensations, events that contaminate the original scene. And so, the contamination becomes art, and we have the way to discover new points of view and observation, settin’ free one mind of prejudices and conventional thoughts. Roberto Alborghetti ‘s laceR/Actions are movement and action that born from breaking rules and plans, the are pure art enclosed inside paper fragments, layed down as a fecund seed on the world walls.”

 ***

 SU “LACER/AZIONI”:  COSI HA SCRITTO MINA CAPPUSSI, GIORNALISTA, SCRITTRICE E DOCENTE PRESSO L’UNIVERSITA’ DEL MOLISE:

 Una visuale del riciclo che restituisce emozioni, una dinamica di linguaggio dall’eccezionale forza evocativa, una inquadratura della realtà che trascende i canoni e solletica la fantasia. E’ ciò che mi viene in mente osservando le opere di Roberto Alborghetti, collega giornalista, che ha scelto di mettere a tacere le parole e far parlare le immagini.

Ma si tratta di immagini inconsuete, lontane dalla visione comune, immagini non manipolate, “naturali”, possiamo dire. Sì, perché Alborghetti “spia” i manifesti, le pubblicità, tutto ciò che è immagine cartacea incollata, strappata, riattaccata, in una sovrapposizione di stili, colori, messaggi, espliciti o subliminali.

Alborghetti procede semplicemente, genialmente, ad una rilettura di quei messaggi, alla luce delle sovrapposizioni, come una fotografia con un tempo di posa lunghissimo, all’interno del quale si consumano emozioni, sensazioni, eventi a contaminare la scena originale. Quando il tempo tende all’infinito anche lo spazio assume nuove e incredibili dimensioni.

La “contaminazione” diviene arte, quando si riesce a leggerne il messaggio nascosto, quando si scoprono nuovi punti di osservazioni, sbarazzandoci di sistemi di giudizio canonici. Sono le laceR/Azioni di Alborghetti, movimento e azione che nasce dalla rottura degli schemi, opere d’arte racchiuse in frammenti di carta strappata, deposta come bacello fecondo, sui muri di tutto il mondo.

Mina Cappussi

Giornalista, scrittrice

Direttore de “Un mondod’italiani”

Giornale quotidiano internazionale