THE POWER OF DRAWING

Drawing helps us to think, invent and communicate”: that’s the message of “Campaign for Drawing”, an UK association based in London area. People of every age involved in two activities: Big Draw (in october) and Power Drawing.

 

 

The Campaign for Drawing has one aim: to get everyone drawing! Why? Drawing helps us to think, invent and communicate – regardless of age and ability. The Campaign took its initial inspiration in UK from the visionary Victorian artist and writer, John Ruskin.

 

Two Programs. The Campaign for Drawing is an independent charity which raises the profile of drawing as a tool for thought, creativity, social and cultural engagement. It has developed two programmes to encourage the use of drawing by professionals and others: The Big Draw and Power Drawing.

As Sue Grayson and Eileen Adams, of CfD, say to me: “The Campaign has created a new regard for the value of drawing to help people see, think, invent and take action. Its long-term ambition is to change the way drawing is perceived by educationalists and the public.” This has won support from leading practitioners in the creative industries and in art, architecture and design colleges, signalling an overdue realisation that drawing is fundamental to the training of students in these disciplines. The Campaign takes a wider view. It sees drawing as a basic human skill useful in all walks of life. The Campaign’s work will finish when the words ‘I can’t draw’ are dropped from our vocabulary.

 

The Big Draw and Power Drawing. Every October more than 1,500 venues, from village halls and nursery schools to national museums and castles, take part in the Campaign’s annual flagship event The Big Draw .

This month-long season spans art, science, design and the environment. It connects generations and communities.

Big Draw events show that drawing can be an enjoyable public activity, as well as a private passion.

Power Drawing is the Campaign’s year-round professional development programme, for teachers, other educators, artists and those interested in developing drawing in schools and cultural and community venues. Power Drawing publications show how drawing supports formal and informal learning. Power Drawing offers a range of courses to help you make the most of drawing in the classroom, in museums and galleries, and in your community.

 

THE BIG DRAW: JOIN AN EVENT!

Why not organise a Big Draw event? Find out how to organise an event, access resources and obtain guidance on planning from Campaign for Drawing ‘s website:

www.campaignfordrawing.org/bigdraw/search.aspx

It’s not too late to register, add or edit your event details. If you are stuck for ideas, visit Drawing in Action for inspiring case studies. Once you’ve made your event description truly enticing, remember to check your copy on our listings section to avoid typos or inaccuracies.

 

 

 

In the picture: Sue Grayson and Eileen Adams of Campaign for Drawing.

 

 

For info:

The Campaign for Drawing

7 Gentleman’s Row, Enfield EN2 6PT – UK

Tel. 020 8351 1719

www.campaignfordrawing.org

 

 

 

IL POTERE DEL DISEGNO

Disegnare ci aiuta a pensare, inventare e comunicare”: è il messaggio dell’Associazione ingese THE CAMPAIGN FOR DRAWING e delle sue iniziative: The Big Draw (ottobre) e Power Drawing.

 

Campaign for Drawing ha un unico obiettivo: fare in modo che tutti possano disegnare. Il disegno ci aiuta a pensare, inventare e comunicare, senza distinzione di età e capacità. Campaign for Drawing ha preso spunto iniziale dal visionario artista vittoriano e scrittore John Ruskin.

The Campaign for Drawing è un ente di beneficenza indipendente inglese (Charity) che sostiene l’attivita del disegno come strumento di pensiero, creatività, impegno sociale e culturale. Ha sviluppato due programmi per incoraggiare l’uso del disegno da parte di professionisti e di chiunque: il Big Draw e il Power Drawing.

 

Campaign for Drawing opera per creare una nuova concezione del disegno come mezzo per aiutare le persone a vedere, pensare, inventare e agire. La sua ambizione a lungo termine è quella di modificare il modo in cui l’attività del disegno viene percepita da chi opera nell’educazione e dal pubblico. Questo impegno ha ottenuto il sostegno da parte di professionisti leader nei settori creativi di arte, architettura e scuole di design, i quali lamentano un ritardo nella percezione del fatto che il disegno è fondamentale per la formazione degli studenti nelle varie discipline. Infatti, per Campaign for Drawing il disegno fa parte di quelle competenze di base utile in tutti i cammini della vita. Il lavoro di “Campaign for Drawing” potrà dirsi concluso quando saranno cancellate dal nostro vocabolario le parole “Non so disegnare”.

 

 

THE BIG DRAW

Ogni ottobre, in più di 1.500 sedi, dalle sale-incontro dei villaggi e dalle scuole materne fino ai musei nazionali e alle dimore storiche, moltissima gente partecipa alla manifestazione annuale di punta di Campaign for Drawing. E’ un lungo mese di eventi che si estendono all’arte, alla scienza, al design e all’ambiente, collegando le generazioni e le comunità. Il Big Draw dimostra che il disegno può essere una piacevole attività pubblica, così come una passione individuale.

Power Drawing è invece il programma annuale di sviluppo di Campaign for Drawing, si rivolge agli insegnanti, agli educatori, agli artisti e a quanti sono interessati allo sviluppo del disegno nelle scuole, nei centri, nelle comunità e nei luoghi di cultura. Le pubblicazioni di Power Drawing guidano nelle attività di disegno ed offrono supporti per l’insegnamento. Power Drawing offre una gamma di corsi per aiutare a disegnare a scuola, in musei e gallerie, e nella vostra comunità.

 

Partecipare al Big Draw. Perché non organizzare, a scuola o nel proprio territorio, un evento del Big Draw? Scoprite “come fare” navigando nel sito: www.campaignfordrawing.org

C’è ancora tempo per per iscriversi, aggiungere o modificare i dettagli del proprio evento sul sito: www.campaignfordrawing.org

Se siete a corto di idee, visitate sul sito citato la sezione “Drawing in Action” per spunti ed esempi di idee. Una volta che avete descritto l’evento in modo davvero “allettante”, ricordatevi di controllare i dati nella sezione annunci al fine di evitare errori di battitura o inesattezze.

 

 

Per informazioni:

The Campaign for Drawing

7 Gentleman’s Row, Enfield EN2 6PT – UK

Tel. 020 8351 1719

www.campaignfordrawing.org

 

BLUE LONDON: THE STREET IS ART

 Also in London the traditional ads billboards have been replaced by electronic or plastic displays. So, for me, it was not so easy to find papers lacerations. But the luck helps who dares… and who opens the doors of perception.

During my recent stay in the city, I had the way to “capture” some interesting images. They were located in central areas, but not so visible to absent-minded passers-by. Me too I had to keep my eyes open wide to discover them. For instance, in Spitafields, along Bishopgates and Shoreditch High Street, I caught some curious lacerations.

They were white paper tracks left on blue coloured billboards. Nice effects: they seemed to me as a sort of elusive ghosts or some misterious signs indicating a path in the urban jungle… They are nine images from that hidden city that wants to keep inside all its colored secrets. A city so close to us, but often so far from our eyes.

Here’s the clip I produced (at Animoto) with those images; the soundtrack is “Don’t mind” by Stukenberg.

 LINKS TO VIDEO:

 http://animoto.com/play/c01re0iTTNBglOnkwEA2Yw

 http://blip.tv/laceractions-lacerazioni/blue-london-5309327

http://youtu.be/6jrrBFt-Ixo

PADIGLIONE ITALIA: DA VENEZIA ALLE MARCHE

La Mole Vanvitelliana di Ancona (dal 20 giugno scorso) e l’Orto dell’Abbondanza di Urbino (dal prossimo 28 giugno) sono teatro di due mostre di arte contemporanea organizzate nell’ambito del Padiglione Italia della 54a Biennale di Venezia, curato da Vittorio Sgarbi, in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

“E’ nostra intenzione – dichiara l’assessore regionale ai Beni e alle Attività Culturali, Pietro Marcolini – valorizzare ogni forma di espressione artistica e di intelligenza creativa, anche la più contemporanea, soprattutto all’interno di un contesto così prestigioso come il Padiglione Italia della Biennale di Venezia, dove possono distinguersi gli artisti marchigiani”. La Regione Marche, infatti, in qualità di ente organizzatore del progetto, intende fortemente promuovere e valorizzare le varie esperienze creative che si ritrovano nel territorio marchigiano e l’occasione del Padiglione Italia ha consentito di effettuare una vera e propria mappatura della presenza dell’arte e della creatività contemporanea nella regione.

Gli ottantasette artisti, suddivisi nelle sedi di Urbino e di Ancona, sono stati selezionati da una Commissione di studio nazionale, su proposta di un gruppo di lavoro creato ad hoc nella Regione Marche e costituito da accademici e dalle più importanti realtà di arte contemporanea marchigiana. In particolare, è stata presa in considerazione la produzione artistica contemporanea tra il 2001 e il 2011, articolata in sette sezioni: pittura, scultura, ceramica, fotografia, grafica, design e video arte.

Gli artisti che esporranno all’Orto dell’Abbondanza di Urbino sono: Mariano Andreani, Walter Angelici, Alfredo Bartolomeoli, Franco Bastianelli, Antonio Battistini, Renato Bertini, Claudio Boccolacci, Leonardo Bollini, Simona Bramati, Mauro Brattini, Federico Cacciapaglia, Adriano Calavalle, Patrizia Calovini, Fabrizio Carotti, Christian Cassar, Bruno Cerboni Bajardi, Mara Cerri, Marco Cingolani, Madalin Ciuca, Giulia Corradetti, Bruno D’Arcevia, Chiara Diamantini, Anna e Laura Facchini, Rosalia Filippetti, Umberto Frangi, Ennio Giuliani, Giuliano Giuliani, Rossano Guerra, Tonino Guerra, Sebastiano Guerrera, Eriberto Guidi, Carlo Iacomucci (autore opera presente in questo post), Enrico Maria Lattanzi, Mario Logli, Giulia Marchi, Arnaldo Marcolini, Giovanni Marinelli, Giorgio Matteini, Giorgio Mercuri, Rocco Natale, Sergio Pari, Sandro Pazzi, Oscar Piattella, Riccardo Piccardoni, Michele Pierpaoli, Athos Sanchini, Enrico Ricci, Nino Ricci, Claudio Schiavoni, Rita Soccio, Stefano Solimani, Roberto Stelluti, Sandro Trotti, Walter Valentini, Luca Zampetti, Abel Zeltman.

Gli artisti che espongono alla Mole Vanvitelliana di Ancona sono: Federica Amichetti, Paolo Annibali, Ezio Bartocci, Ubaldo Bartolini, Sirio Bellucci, Marco Bernacchia, Francesca Bilò, Roberta Bilò, Elia Cantori, Carlo Cecchi, Leonardo Cemak, Lorenzo Cicconi Massi, Silvio Craia, Curzia Curi, Giorgio Cutini, Anna Maria Ferretti Damati, Francesca Gentili, Alessandro Giampaoli, Franco Giuli, Paolo Gobbi, Marco Luzi, Bruno Mangiaterra, Marina Mentoni, Stefania Pignatelli, Sirio Reali, Mario Sasso, Iginio Straffi, Stefano Tonti, Valeriano Trubbiani, Rita Vitali Rosati, Massimo Vitangeli.

Entrambe le mostre rimarranno aperte fino al 27 novembre 2011.

 Il volo della riviera-tecnica mista di Carlo Iacomucci (480x640)

SUMMER EXHIBITIONS IN LONDON: FROM VORTICISM TO AESTHETIC MOVEMENT

 Small Guide to artistic events in London: from Tate Britain and Victoria & Albert Museum to National Portrait Gallery. Without forgetting the new Brancolini Grimaldi gallery dedicated to photography.

 

London offers great opportunities to people who like to plan a “full immersion” in the art world. During my recent travel to the capital of the United Kingdom, I visited some of the most important exhibitions currently in progress.

My “artour” starts at Tate Gallery and Tate Britain, unmissable location on Millbank for those who want to approach the most varied expressions of contemporary art, and not only that. I found two “special exhibitions” particularly interesting: the 150 works – paintings, drawings and sculptures – that describe the extraordinary adventure of Joan Miró and the complexity of his avant-garde art, with a strong political impact and a “revolutionary” meaning. The exhibition is open until September 11.

Another big and impressive exhibition is dedicated to the phenomenon of “The Vorticists”and “Vorticism”(name invented by the American poet Ezra Pound). Its exponents – Wyndham Lewis, Henri Gaudier-Brzeska, Jacob Epstein, William Roberts, Helen Saunders, Edward Wadsworth – were the protagonists of an avant-garde movement which was influenced by the tensions of the early twentieth century, with desires and expectations of renewal. The subtitle of the exhibitions is: “Manifesto for a modern world”. It’s worth while visiting it; open until September 4. I noticed, in the works showed, several nuances and textures that I often find in the pictures of my “lacer/actions” artworks which are actually “whirls” paper raised by modern advertising.

Once more in Tate, I suggest making one “Walk through the Twentieth Century”where, in a series of rooms, it is possible to follow the development of British art in the 20th century. Exposed, among others, works by Whistler, Barbara Hepworth, David Hockney. If there is some time left, two exhibitions are interesting to visit: the Clore Gallery, to have a look at the art of “Romantics” (works by Turner, Constable, Blake) and the exhibition “Watercolour” (open until August 21 ) that shows the development of the water-colourist technique in its expression of versatility.

From Tate to National Portrait Gallery where, until September 18 (admission free), it’s possible to see the artists who have triumphed in “BP Portrait Award 2011”. It is the most prestigious artistic competition dedicated to portraitists (this year 2 thousand 300 authors have joined it). The same National Portrait Gallery, founded in 1856 contains the world’s largest collection of portraits, dating from the Middle Age to nowadays. It’s advisable to see the spectacular work by Paul Beel, winner of 2010 who has portrayed scenes of naturist beaches in Corfu (Greece). The “National” promotes actively subject-portraits with workshops for young peopole, family events, meetings and shows as the “Late shifts” on Thursday and Friday (18 o’ clock, free admittance).

Black and white colours in the photographic exhibition of Clare Strand, which is taking place at the beautiful space of Brancolini Grimaldi, in the central area of Mayfair (Albemarle Street 43-44). Although, during my morning visit, it was still a work in progress, I could admire photographs and video installations of an artist who works on the details of things and everyday reality. Actually, the bi-chromatic language is efficacious to transfigure objects that usually surround us whose meaning slips away or objects that are not considered since they are “usual”.

Gallery Brancolini Grimaldi has been recently opened. It represents different artists that operate in the field of photography. This “english branch” joins the experience that has been acquired in Italy by ladies Brancolini and Grimaldi with similar spaces in Rome and Florence (www.brancolinigrimaldi.com)

Finally – to show how London has always been the centre of innovative trends and cultural phenomenon of global importance – here is another interesting proposal that comes from Victoria & Albert Museum, historic complex in the area of Brompton: “The Cult of Beauty” artistic celebration of the Aesthetic Movement,active in London from 1860 to 1900. Open until July 17, the exhibition is a reproposal of reflections on one of the most original and surprising phenomenon of “a world that was changing”, which was concerned with art, literature and costume. Disparagingly defined as an expression of “decadence”, Aestheticism is now conceived as a force that preserves its power of innovation. The rebellion against capitalism and utilitarianism, and the conception of Art as a value, are concepts still present in modern debates.

Through its tribute to Leighton, Rossetti, Burne-Jones, Whistler and, obviously, Oscar Wilde, “The Cult of Beauty” proposes the message of the philosopher Hume: beauty exists only in the eyes of those who contemplates it and it’s established by a “personal taste” that becomes more and more precise “enjoying” things of beauty. In London in summer 2011, where the winds of Vorticism and Aestheticism are blowing, there are possibilities of being educated by the beauty of art.

ROBERTO ALBORGHETTI

 

 

In the pic: facade of Tate Britain, with the promotional canvas dedicated to “the Vorticists”.

 

GRANDI MOSTRE A LONDRA TRA VORTICISMO ED ESTETISMO

  

Piccola guida agli eventi artistici londinesi: dalla Tate Britain al Victoria & Albert Museum, passando dalla National Portrait Gallery. Senza dimenticare la nuova galleria Brancolini Grimaldi dedicata alla fotografia.

 

Londra offre sempre grandi opportunità a chi vuol pianificare una “full immersion” nel mondo dell’arte. Nel corso di una mia recente spedizione nella capitale del Regno Unito, ho potuto visitare alcune delle più importanti esposizioni attualmente in corso.

Il mio “artour” inizia alla Tate Gallery o Tate Britain, imperdibile postazione sul Millbank per chi vuole avvicinare le più varie espressioni dell’arte contemporanea, e non solo. Due le “special exhibitions” che mi hanno particolarmente interessato: i 150 lavori – dipinti, disegni e sculture – che raccontano la straordinaria avventura di Joan Miró, qui colto nella complessità della sua arte avanguardista, dal forte impatto politico e “rivoluzionario”. Da visitare: è aperta fino al l’11 settembre prossimo.

Altra grande e suggestiva esposizione è quella dedicata al fenomeno dei “Vorticists” e del “Vorticism” (nome ideato dal poeta americano Ezra Pound), i cui esponenti – rappresentati da Wyndham Lewis, Henri Gaudier-Brzeska, Jacob Epstein, William Roberts, Helen Saunders, Edward Wadsworth – furono i protagonisti di un movimento d’avanguardia che recepiva fermenti e tensioni del primo Novecento, con desideri ed attese di novità. Sottotitolo dell’esposizione: “Manifesto for a modern world”. Vale davvero una visita; è aperta fino al 4 settembre prossimo. Ho colto, nelle opere esposte, parecchie sfumature e strutture che trovo quotidianamente nelle immagini delle mie “lacer/azioni”, che sono effettivamente “vortici” di carta sollevati dalla moderna comunicazione pubblicitaria.

Sempre alla Tate, suggerisco di fare uno “Walk through the Twentieth Century” dove, in una serie di sale, è possibile effettuare una esplorazione dello sviluppo dell’arte britannica nel secolo XX. Esposte, tra le altre, opere di Whistler, Barbara Hepworth, David Hockney. Se avanza del tempo, interessanti anche le tappe presso la Clore Gallery per un tuffo nell’arte dei “Romantics” (opere di Turner, Constable, Blake) e alla mostra “Watercolour” (aperta fino al 21 agosto) che traccia lo sviluppo della tecnica acquerellista mostrata nella sua versatilità espressiva.

Dalla Tate alla National Portrait Gallery, dove fino al 18 settembre (ingresso libero) è possibile visionare gli artisti che hanno trionfato nel “BP Portrait Award 2011”. E’ la più prestigiosa competizione artistica dedicata ai ritrattisti (quest’anno vi hanno aderito circa 2 mila 300 autori). Del resto, la stessa National Portrait Gallery, fondata nel 1856, custodisce la più grande collezione mondiale di ritratti, che datano dal Medio Evo fino ai giorni nostri. Da vedere la spettacolare opera di Paul Beel, vincitore del 2010, che ha ritratto la scena balneare di una spiaggia naturista a Corfù (Grecia). La “National” è molto attiva nella promozione del soggetto-ritratto, con workshops per giovani, eventi per le famiglie, incontri e spettacoli come i “Late shifts” del giovedi e venerdi (ore 18, ingresso libero).

Tinte in bianconero, invece , per la mostra fotografica di Clare Strand, in corso presso il bellissimo spazio espositivo di Brancolini Grimaldi, nella centralissima area di Mayfair (43-44 Albemarle Street). Anche se, nella mattinata della mia visita, erano in corso lavori di sistemazione, non è comunque mancata la piacevolezza di avvicinare le immagini fotografiche e le videoinstallazioni di un’artista che lavora sui dettagli delle cose e della realtà quotidiana. Effettivamente, il linguaggio bi-cromatico risulta decisivo nel trasfigurare gli oggetti che usualmente ci circondano e che, spesso, ci sfuggono nel loro senso o, peggio, non vengono considerati perchè, appunto, usuali.

La galleria Brancolini Grimaldi è stata inaugurata di recente. Rappresenta diversi artisti che si muovono nel campo della fotografia. E’ il “ramo londinese” che si aggiunge all’esperienza ed alla storia che le signore Brancolini e Grimaldi hanno acquisito in Italia con analoghi spazi a Roma e Firenze (www.brancolinigrimaldi.com)

Infine – a dimostrazione di come Londra sia sempre stata fucina e laboratorio di tendenze e fenomeni culturali di rilevanza mondiale – ecco un’altra interessante proposta che arriva dal Victoria & Albert Museum, storico complesso nell’area di Brompton.Si tratta di “The Cult of Beauty”, celebrazione artistica del Movimento Estetico attivo nella Capitale inglese tra il 1860 ed il 1900. Aperta fino al prossimo 17 luglio, la mostra è una riproposta di riflessione e di approfondimento su uno dei più originali e sorprendenti fenomeni d’arte, letteratura e costume del “mondo che stava cambiando”. Definito in senso dispregiativo come espressione del “decadentismo”, il fenomeno dell’Estetismo va ora rivisto come una forza che conserva una sua carica innovativa. La critica e la contestazione mosse al capitalismo ed all’utilitarismo, e la visione dell’espressione artistica vista nella sua natura eminentemente “estetica”, sono argomenti più che mai vivi nel dibattito odierno. Nel suo omaggio a Leighton, Rossetti, Burne-Jones, Whistler e, ovviamente, Oscar Wilde, “The Cult of Beauty” propone quello che è il messaggio del filosofo Hume, quando dice che la bellezza esiste solo negli occhi di chi la contempla ed è stabilita da un “gusto” personale che si affina sempre più “gustando” appunto le cose belle. E a Londra, in quest’estate 2011, dove soffiano forti i venti del Vorticismo e dell’Estetismo, non mancano le possibilità per educarci alla bellezza dell’arte.

ROBERTO ALBORGHETTI

 

Nella foto: facciata della Tate Britain, con la tela promozionale dedicata ai “Vorticists”.

 

 

 

FOUR CANVAS IN A NEW VIDEOCLIP

 

I’ve just posted on YouTube my new videoclip  dedicated to four of my “Lacer/Actions” artworks. The clip title is: “Canvas  # 1″ . 

The artworks showed are: “Burnin’up in the red fire of my thinking” (see the photo, on the right) , “A frozen morning in Milan, before Xmas”, “I don’t like to stand still” and “As a runnin’fast water”.  The soundtrack is “Miracles” by The Dawn.

The artworks are original unique copies. They are details and particulars  

of lacerated papers from  billboards.  

For info: ro.alb@alice.it

CLIP LINK : http://youtu.be/HlG3UqhsKyk

“RI-CREAZIONI POP COME AVANGUARDIA ARTISTICA”

 I miei artworks “LACER/AZIONI” nella recensione di un autorevole critico: Lino Lazzari, giornalista, scrittore, decano in Italia della comunicazione sull’arte, autore di saggi e studi, tra cui la monumentale opera sull’Accademia “Carrara”.

 LACER/AZIONI poster

Uno tra i fondamentali principi della fisica così afferma: “In natura niente si crea, niente si distrugge”. Niente si crea poiché ogni realtà che l’uomo riesce ad inventare non viene dal nulla ma bensì da una realtà preesistente; e niente si distrugge in quanto una realtà, quando si dice “è distrutta”, “è consumata”, di fatto essa è “ri-creata” o trasformata, acquistando così necessariamente una identità del tutto nuova.

E’ quanto, nello specifico, Roberto Alborghetti riesce a fare con manifesti pubblicitari che compaiono sui muri o sugli appositi spazi espositivi nelle strade delle nostre città, ma però “distrutti” in buona parte dal tempo, o strappati da sconosciuti. L’interesse per quei manifesti che, all’istante dell’esposizione in pubblico, appariva in modo chiaro ed esplicito, ora non esiste più. Rimangono soltanto brandelli di carta, immagini a colori di cui non si riesce a “leggere” più nulla del messaggio pubblicitario che annunciavano, “cose” del tutto insignificanti, “materia” da buttare nell’inceneritore.

Roberto Alborghetti, però, con un intuito per davvero sorprendente, ha pensato di dare a quelle immagini una nuova identità, di trasformarle in altre immagini, in una parola, di ri-crearle”. Ma a quale scopo?

Semplice, per lui: inimmaginabile sarebbe stato per ciascuno di noi.

Scopo di tale gesto “ri-creativo” era quello di fotografare a piacimento tutto ciò che rimaneva di quei “brandelli” e, magari, trarre da questi significativi “soggetti artistici”. Progetto inattuabile? Niente affatto. Osservando attentamente questi rimasugli completamente insignificanti, si desume che proprio tali rimasugli alla fine si sono dimostrati per davvero “soggetti artistici” con precisi, nuovi messaggi del tutto differenti da quelli originali e che il manifesto presentava al momento della sua affissione. Dire che Roberto Alborghetti vi sia riuscito, è fare semplice constatazione.

Quegli “strappi” di manifesto, “ri-creati” da Roberto Alborghetti, sono diventati veri quadri d’artista, a prima vista da attribuire a pittori contemporanei d’avanguardia, con autentici e precisi messaggi sui quali soffermare la nostra attenzione. Alla vista degli osservatori questi quadri “parlano” di cieli e mari azzurri, di albe e di tramonti suggestivi, di scenari che definiremmo “bucolici”, e così via. Il tutto con un “linguaggio” chiaro e comprensibile.

Per quanto qui ora descritto, si può parlare di espressione artistica? Direi di sì. Infatti la “Pop-Art” in un certo senso ha fatto altrettanto, per cui non ci riesce difficile associare i quadri di Roberto Alborghetti all’ “Arte Popolare” vera e propria. Non manca né la “creatività” dell’artista né, tanto meno, la sua sensibilità di fronte alle bellezze delle variazioni cromatiche, le sue emozioni per quelle nuove immagini che per davvero inducono alla visione di stupende realtà “ri-create” da una fantasia vivace e, se vogliamo, da un sincero sentimento poetico che non lascia indifferenti nessuno. Arte visiva è tutto ciò che, tramite e per mezzo dell’immagine impressa, sulla tela oppure scolpita, possa suscitare delle sensazioni intimistiche, in un contesto di valori da apprezzare profondamente.

Quanto riguarda, invece, la parte tecnica, si richiede una giusta composizione dei piani (ci riferiamo in particolar modo alla pittura), un “gioco” cromatico armonioso una equilibrata composizione strutturale, una immagine che non risulti statica ma, al contrario, in continuo movimento. I quadri di Roberto Alborghetti presentano tutte queste caratteristiche, per cui a questo artista va il pieno apprezzamento della critica sul piano artistico.

Siamo certi che Roberto Alborghetti continuerà questo suo “cammino” artistico poiché non gli mancano le capacità. E i successi finora ottenuti con la presentazione delle sue opere in varie mostre personali, continueranno a susseguirsi. I suoi quadri meritano attenzione. Da quei “pezzi stracciati” di manifesti pubblicitari, ora “ri-creati”, giunge a noi un autentico messaggio di poesia, di serenità, di ammirazione per tutto ciò che può offrirci di bello e, in definitiva, di artistico ogni oggettualità. Non conta la materia che viene usata per realizzare un’opera d’arte e per trasmettere positivi messaggi di umanità. E’ sufficiente la capacità di servirsi anche di “strappi” di carta colorata per esaltare le caratteristiche di una realtà che si fa immagine sorprendente, suasiva, coinvolgente, per quanto concerne i dettami dell’arte visiva.

Roberto Alborghetti ne ha dato la prova.

Lino Lazzari