GRANDI MOSTRE A LONDRA TRA VORTICISMO ED ESTETISMO

  

Piccola guida agli eventi artistici londinesi: dalla Tate Britain al Victoria & Albert Museum, passando dalla National Portrait Gallery. Senza dimenticare la nuova galleria Brancolini Grimaldi dedicata alla fotografia.

 

Londra offre sempre grandi opportunità a chi vuol pianificare una “full immersion” nel mondo dell’arte. Nel corso di una mia recente spedizione nella capitale del Regno Unito, ho potuto visitare alcune delle più importanti esposizioni attualmente in corso.

Il mio “artour” inizia alla Tate Gallery o Tate Britain, imperdibile postazione sul Millbank per chi vuole avvicinare le più varie espressioni dell’arte contemporanea, e non solo. Due le “special exhibitions” che mi hanno particolarmente interessato: i 150 lavori – dipinti, disegni e sculture – che raccontano la straordinaria avventura di Joan Miró, qui colto nella complessità della sua arte avanguardista, dal forte impatto politico e “rivoluzionario”. Da visitare: è aperta fino al l’11 settembre prossimo.

Altra grande e suggestiva esposizione è quella dedicata al fenomeno dei “Vorticists” e del “Vorticism” (nome ideato dal poeta americano Ezra Pound), i cui esponenti – rappresentati da Wyndham Lewis, Henri Gaudier-Brzeska, Jacob Epstein, William Roberts, Helen Saunders, Edward Wadsworth – furono i protagonisti di un movimento d’avanguardia che recepiva fermenti e tensioni del primo Novecento, con desideri ed attese di novità. Sottotitolo dell’esposizione: “Manifesto for a modern world”. Vale davvero una visita; è aperta fino al 4 settembre prossimo. Ho colto, nelle opere esposte, parecchie sfumature e strutture che trovo quotidianamente nelle immagini delle mie “lacer/azioni”, che sono effettivamente “vortici” di carta sollevati dalla moderna comunicazione pubblicitaria.

Sempre alla Tate, suggerisco di fare uno “Walk through the Twentieth Century” dove, in una serie di sale, è possibile effettuare una esplorazione dello sviluppo dell’arte britannica nel secolo XX. Esposte, tra le altre, opere di Whistler, Barbara Hepworth, David Hockney. Se avanza del tempo, interessanti anche le tappe presso la Clore Gallery per un tuffo nell’arte dei “Romantics” (opere di Turner, Constable, Blake) e alla mostra “Watercolour” (aperta fino al 21 agosto) che traccia lo sviluppo della tecnica acquerellista mostrata nella sua versatilità espressiva.

Dalla Tate alla National Portrait Gallery, dove fino al 18 settembre (ingresso libero) è possibile visionare gli artisti che hanno trionfato nel “BP Portrait Award 2011”. E’ la più prestigiosa competizione artistica dedicata ai ritrattisti (quest’anno vi hanno aderito circa 2 mila 300 autori). Del resto, la stessa National Portrait Gallery, fondata nel 1856, custodisce la più grande collezione mondiale di ritratti, che datano dal Medio Evo fino ai giorni nostri. Da vedere la spettacolare opera di Paul Beel, vincitore del 2010, che ha ritratto la scena balneare di una spiaggia naturista a Corfù (Grecia). La “National” è molto attiva nella promozione del soggetto-ritratto, con workshops per giovani, eventi per le famiglie, incontri e spettacoli come i “Late shifts” del giovedi e venerdi (ore 18, ingresso libero).

Tinte in bianconero, invece , per la mostra fotografica di Clare Strand, in corso presso il bellissimo spazio espositivo di Brancolini Grimaldi, nella centralissima area di Mayfair (43-44 Albemarle Street). Anche se, nella mattinata della mia visita, erano in corso lavori di sistemazione, non è comunque mancata la piacevolezza di avvicinare le immagini fotografiche e le videoinstallazioni di un’artista che lavora sui dettagli delle cose e della realtà quotidiana. Effettivamente, il linguaggio bi-cromatico risulta decisivo nel trasfigurare gli oggetti che usualmente ci circondano e che, spesso, ci sfuggono nel loro senso o, peggio, non vengono considerati perchè, appunto, usuali.

La galleria Brancolini Grimaldi è stata inaugurata di recente. Rappresenta diversi artisti che si muovono nel campo della fotografia. E’ il “ramo londinese” che si aggiunge all’esperienza ed alla storia che le signore Brancolini e Grimaldi hanno acquisito in Italia con analoghi spazi a Roma e Firenze (www.brancolinigrimaldi.com)

Infine – a dimostrazione di come Londra sia sempre stata fucina e laboratorio di tendenze e fenomeni culturali di rilevanza mondiale – ecco un’altra interessante proposta che arriva dal Victoria & Albert Museum, storico complesso nell’area di Brompton.Si tratta di “The Cult of Beauty”, celebrazione artistica del Movimento Estetico attivo nella Capitale inglese tra il 1860 ed il 1900. Aperta fino al prossimo 17 luglio, la mostra è una riproposta di riflessione e di approfondimento su uno dei più originali e sorprendenti fenomeni d’arte, letteratura e costume del “mondo che stava cambiando”. Definito in senso dispregiativo come espressione del “decadentismo”, il fenomeno dell’Estetismo va ora rivisto come una forza che conserva una sua carica innovativa. La critica e la contestazione mosse al capitalismo ed all’utilitarismo, e la visione dell’espressione artistica vista nella sua natura eminentemente “estetica”, sono argomenti più che mai vivi nel dibattito odierno. Nel suo omaggio a Leighton, Rossetti, Burne-Jones, Whistler e, ovviamente, Oscar Wilde, “The Cult of Beauty” propone quello che è il messaggio del filosofo Hume, quando dice che la bellezza esiste solo negli occhi di chi la contempla ed è stabilita da un “gusto” personale che si affina sempre più “gustando” appunto le cose belle. E a Londra, in quest’estate 2011, dove soffiano forti i venti del Vorticismo e dell’Estetismo, non mancano le possibilità per educarci alla bellezza dell’arte.

ROBERTO ALBORGHETTI

 

Nella foto: facciata della Tate Britain, con la tela promozionale dedicata ai “Vorticists”.

 

 

 

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