VOICES AND WRITINGS FROM THE CITIES

 

 Massimo Lallai, so attentive to the world of communications and medias, sent me some interesting considerations about my artworks “Lacer/actions”. I’m glad to share them on this page.


I read your brochure “Lacer/actions – Pics of torn (publi)city” and your experience reminded me that recently I supported an examination whose title was “The City ‘s Writing”. It was concerned about historical and economic development of Latin American cities, particularly Buenos Aires, Mexico City, Lima and Havana, and the way they were portrayed in literature.

I read several works by authors who recreated those cities in their books (in physical and socio-cultural terms) and some of them speak and analyze popular forms of art such as graffiti or wall paintings in Mexico City or in La Havana, where those drawings and “signs” really works as advertisings for restaurants, bars and food shops; others authors analyze other forms of written expressions on the walls, called “Las Maras” by local street gangs.

In fact, with your “Lacer/actions” artworks, you too are acting as a “voice of the city” because every lacerations is typical of a certain place and culture. I’m not only speaking about showing written words artworks but, above all, about the colors pictures. They are really beautiful! My compliments again! “

 BY MASSIMO LALLAI

 

 

VOCI E SCRITTURE DELLE CITTA’

 L’amico Massimo Lallai, persona attenta a tutto ciò che è e fa comunicazione, mi ha inviato alcune sue riflessioni sui miei artworks “Lacer/actions”. Sono considerazioni molto interessanti, che voglio condividere con voi.


“Ho letto il tuo opuscolo “Lacer/azioni – Fermi-immagine sulla (pubbli)città strappata” e la tua esperienza mi ha riportato alla mente un esame sostenuto da poco il cui titolo era “La scrittura della cittá”. Trattava dello sviluppo storico ed economico delle metropoli latinoamericane, ed in particolare di Buenos Aires, Cittá del Messico, Lima e La Habana e del modo in cui queste venivano rappresentate nella letteratura.

Lessi diverse opere di autori che ricreavano tali metropoli nei loro libri (sia dal punto di vista fisico e socioculturale) e alcuni di loro parlano e analizzano forme popolari di pittura come per esempio i graffiti di Cittá de Messico o i dipinti murari che fungono, a La Habana, da vere e proprie “insegne” pubblicitarie per ristoranti, bar o negozi di articoli alimentari; altri analizzano altre forme di espressione come le scritte murarie delle bande di strada chiamate Las Maras.
In effetti anche tu, con le “Lacer/azioni”, fungi da “voce delle cittá” anche perché ogni lacerazione é tipica di un certo luogo, della sua cultura e non parlo solo delle lacerazioni che mostrano delle scritte ma anche, e soprattutto, dei colori. Sono veramente belle… ancora complimenti!”

 MASSIMO LALLAI

 

 

 

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