“AMSTERDAM MAGAZINE” FACEBOOK SITE REPORTS ABOUT ….MY ART GALLERY ALONG AMSTERDAM STREETS

Two days ago I posted “My art gallery? It’s along Amsterdam streets”. Thanks to all visitors who send me comments and “I like”! The nice new is that “Amsterdam Magazine” –  the most important monthly review of the city: I recommend you to ask for it when you’re in Amsterdam- put up a link on its Facebook page to my WordPress blog so “our readers can have a look at your beautiful pictures.” (Lea Harbo, Journalist intern at Amsterdam Magazine & Schipol Magazine). “This is cool! – is written on the post – . Italian reporter and visual artist Roberto Alborghetti recently visited Amsterdam where he captured details of torn posters and urban signs. Check out the slides”.

I thank Lea and Bieneke Van der Does (Amsterdam Magazine’s Editor in Chief) for their kind collaboration and appreciation.  

Link to Facebook and Amsterdam Magazine site:

www.facebook.com/amsterdammagazine

www.amsterdam-magazine.com

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LET THE SUNSHINE (AWARD) IN!

  

Le Artiste Boot (http://leartisteboots.wordpress.com/) at his outstanding “A Journey Through Art and History” Blog has honored my Blog by nominating it for the Sunshine Award. I thank Le Artiste Boot for his kind appreciation and for supporting my activities and art projects. As he says: “ Awards seem to have no beginning place, just seem to circulate freely, unexpectedly received.”

Yes, we may consider this kind of “web-stuff” in the way we want, but I think they are a warm expression from people and fellow bloggers who try to keep up the incommensurable value of communication and freedom, sharin’ ideas and experiences to better the world we live in.

 And now I answer the ten questions and make my nominations.

 ANSWER 10 QUESTIONS

 Favorite colour: Blue

 Favorite animal: Swan

 Favorite number: 9

 Favorite non-alcoholic drink: Savona bigarade

 Facebook or Twitter? Twitt-Book

 My passion: To have passions

 Getting or giving presents? Getting joy in giving presents

 Favorite pattern: Free-form

 Favorite day of the week: Thursday

 Favorite flower: Gardenia

 My rationale for the nominees: No fixed in advance scheme or plan. I chose following my instinct. And the colors of the home pages…

 MY 10 NOMINATIONS

All of the names on my list were met here at WordPress. Through their Blogs they post and offer stories, pictures, experiences, photos, news, poems and coloured suggestions which tickle my mind and enlighten my days… It wasn’t so easy to choose, but here are the Blogs I’ve elected to nominate at Sunshine Blog Award:

 http://marinachetner.com/

 http://morfis.wordpress.com/

 http://rubicorno.wordpress.com/

 http://vikramroyblog.wordpress.com/

 http://stowell.wordpress.com/

 http://lesleycarter.wordpress.com/

 http://zorgor.wordpress.com/

 http://barbaraelka.com/

 http://justsimplyinlove.wordpress.com/home/

 http://emptinesscafe.wordpress.com/

 Anyone I missed, feel welcome to join.

Anyway, this post was a good exercise to think about the incredible variety (of themes and styles) of our WordPress community.   

 

DUE PAGINE DE “L’ECO DI BERGAMO” RACCONTANO LE “LACER/AZIONI” DI ROBERTO ALBORGHETTI

Lo so: due pagine che parlano di te, su un quotidiano, non sono cosa di tutti i giorni. Soprattutto poi quando si riferiscono all’arte ed alla cultura. Comunque, è capitato a me. L’Eco di Bergamo – il quotidiano locale più diffuso in Italia – ha scritto di me e delle mie “Lacer/azioni” dedicandomi appunto due pagine. L’articolo è firmato da Diego Colombo, che mi ha intervistato a lungo ed ha brillantemente riportato e raccontato aspetti e realtà del mio progetto “Lacer/azioni”. Ripropongo qui alcuni passaggi del lungo ed articolato servizio, ringraziando Diego Colombo e L’Eco di Bergamo per l’attenzione che mi è stata dedicata. L’intero servizio può essere letto su L’Eco di Bergamo del 26 ottobre 2011.

  

A NEW YORK LA POP ART DI ALBORGHETTI

di Diego Colombo

 La “città strappata”. Questo il tema delle fotografie del giornalista bergamasco Roberto Alborghetti, un lavoro di ricerca sulla carta della pubblicità in diverse nazioni del mondo. Lui lo spiega così: “Dietro messaggi sbiaditi e stracciati riesce difficile pensare che possa esserci ancora “qualcosa” da vedere o scoprire. Eppure, queste immagini continuano a essere uno specchio della città che comunica e che parla. Sono le tracce e i reperti post-comunicanti di un prodotto, di un evento, di uno spettacolo, di un’idea, elementi visivi nuovi, spesso contrastanti, disarmonici, ma sempre sorprendentemente vitali”.

 Chris Barlow, uno dei più noti storici dell’arte inglesi, ha ospitato Alborghetti in una mostra a Londra, tenutasi in questo mese di ottobre. Con la sua opera sull’11 Settembre è stato invitato a far parte del Memorial & Museum di New York, di cui è stata inaugurata la prima sezione nell’occasione del decennale dell’attacco terroristico. La seconda – di cui farà parte Alborghetti – sarà aperta nell’autunno 2012. “Sono sempre stato affascinato dal mondo della comunicazione – ci spiega Alborghetti – e un tempo sul settimanale diocesano La nostra Domenica curavo una rubrica, “L’occhio e i media”, dove spesso parlavo di pubblicità, anche quella dei cartelloni per le strade. E proprio il direttore di allora, Lino Lazzari,mi ha incoraggiato ad andare avanti con le fotografie, accostando il mio linguaggio all’avanguardia della pop art. Quest’anno mi ha scritto una bellissima scheda critica, che ho tradotto in inglese e messo in Internet”. Scrive Lazzari: “Non conta la materia che viene usata per realizzare un’opera d’arte e per trasmettere positivi messaggi di umanità e’ sufficiente la capacità di servirsi anche di “strappi” di carta colorata per esaltare le caratteristiche di una realtà che si fa immagine sorprendente, suasiva, coinvolgente”. “Io fotografo un rifiuto come il manifesto strappato in attesa di essere coperto da altre affissioni – aggiunge Alborghetti – o che resta come scarto, in particolare nei quartieri più degradati, perché lì trovo le immagini più belle.”

 “A Tunisi, tre anni fa, ho preso fotografie in un mercato arabo – ricorda Alborghetti – dove avevo visto splendide combinazioni di colori sui muri azzurri degli edifici. E che paura ha avuto mia moglie, che mi osservava da lontano, quando sono stato circondato da un gruppo di arabi in atteggiamento non proprio amichevole! Le composizioni più belle si individuano quando la carta resta attaccata per mesi e subisce un processo di osmosi con l’ambiente. Con la pioggia,il sole, lo smog, la carta ha un continuo mutamento, si tira, si rattrappisce. Gli aspetti più inconsueti si scoprono quando l’acqua piovana mescola tutto, lasciando tracce incredibili, e si deve essere pronti a cogliere il momento giusto, perché non è sempre facile…”

 “Negli ultimi quindici anni – continua Alborghetti – ho coordinato diversi progetti sull’uso dei mezzi di comunicazione di massa e sulla lettura dell’immagine, tra cui workshops con allievi e docenti sui messaggi pubblicitari. E’ proprio lì che ho scoperto che la pubblicità ha un valore “post”, cioè anche dopo essere stata un momento di comunicazione. Per la verità, dai manifesti lacerati già dagli anni Cinquanta il pittore Mimmo Rotella prendeva ispirazione. E come lui altri, per esempio il francese Jacques Villeglé. Insomma, non è una novità che il cartellone pubblicitario affascini. Ma io ne ho considerato un altro aspetto: la suggestione dei colori rimasti casualmente quando l’attacchino strappa. Intanto, studiando l’arte contemporanea, ero sedotto dall’astrattismo”.

 In circa sette anni, Alborghetti raccoglie una valanga di foto, conservando trentamila negativi. Arriva la sorpresa: “Iniziando a mostrarle agli amici o durante gli workshops con gli insegnanti, mi sentivo dire che le mie immagini dei manifesti strappati erano belle. Mi hanno spinto a localizzarle, datarle, categorizzarle. Avevo scatti presi in tutto il mondo, dalla Bergamasca a New York e Los Angeles, in tutti i luoghi dove mi porta il mio lavoro di direttore di riviste specialiste nel settore della didattica e dell’educazione e di coordinatore di progetti sull’uso dei media”.

E viene il momento di farsi conoscere. “Ho costruito una quarantina di videoclip con le mie immagini di manifesti strappati tematizzandole per colore – il blu, il rosso, il nero – e conferendo un senso al mio lavoro. Li ho caricati su Internet, in YouTube, MySpace, Facebook… La prima mostra è stata a OrioCenter nel luglio 2010: il direttore del centro commerciale aveva visto le mie fotografie e mi aveva offerto lo spazio, la piazzetta che dà sull’aeroporto di Orio al Serio, per un’esposizione di una trentina di opere sul tema “Aria, acqua, terra e fuoco”. In tre giorni migliaia di persone mi hanno chiesto informazioni, chiarimenti, delucidazioni. In quell’occasione hanno parlato della mia opera i giornali, tra cui L’Eco di Bergamo, e un’agenzia internazionale, la web magazine Un mondo d’italiani

 “Anch’io all’inizio in Italia trovavo molta irrisione, sufficienza. Mi dicevano: “Hai fatto un fotomontaggio”. E poi dovevo sopportare, e ancora oggi, le reazioni della gente quando mi vede fotografare i manifesti strappati. “Lei è matto”, “Io devo passare”. A Milano sono stato anche fermato dalla Volante: stavo fotografando vicino a una caserma di carabinieri, considerata “un obiettivo militare sensibile. “Che cosa sta fotografando?”. “Vi faccio vedere che cosa ho fotografato”. Non credevano. Anche i miei amici mi facevano scherzi, si fingevano galleristi importanti che mi invitavano a delle mostre”. Per la verità anche noi, quando abbiamo vista la prima mail di Roberto Alborghetti, abbiamo pensato a uno scherzo.

Quando ho portato un mio opuscolo in una galleria di Milano, mi hanno guardato come un alieno. Ma all’estero mi hanno fatto capire che il problema non ero io, erano loro. Dobbiamo uscire dalla nostra mente ristretta, ci sta isolando”.

 Inernet regala a Alborghetti una forte visibilità: fin dall’inizio sono migliaia i contatti sul suo sito “LaceR/Azioni” su YouTube e ArtSlant. “Lacerazioni. Ho scelto questo nome perché la mia attività consiste nel leggere le lacerazioni nei manifesti, specchio delle ferite interiori presenti in ognuno di noi”. Di Alborghetti parla The Huffington Post, il prestigioso blog americano per il quale ha scritto anche il presidente Obama. L’articolo è firmato da Srini Pillay, psichiatra di Harvard, ricercatore nel campo del “brain imaging”, autore di bestsellers sulla neuroscienza, di cui in Italia è pubblicato solo un libro, La calma in tasca (editrice Newton Compton).

Pillay resta colpito in particolare dall’opera di Alborghetti dedicata all’11 Settembre, scrivendone un’analisi psicologica: “L’arte è una forma di cura/guarigione i cui effetti possono essere visibili nel cervello. Quando è bella come quella di Roberto Alborghetti, essa ci invita a rivisitare la tragedia del terrorismo, l’orrore della perdita e la bellezza della nostra capacità di recupero attraverso la nostra misteriosa vita”.

La mostra di Londra si deve allo storico dell’arte e gallerista Chris Barlow: “Ha visto in Internet le mie immagini, le ha apprezzate e mi ha invitato ad andare a Londra per tre giorni all’esposizione internazionale “Parallax” con tre opere, quella sull’11 Settembre, “As running fast water” (Come acqua che corre veloce), “I don’t like to stand still” (Non mi piace stare fermo). “Come acqua che corre veloce” è nata a Bergamo, in via XXIV Maggio in un giorno di pioggia e ora c’è chi l’accosta a Monet”.

 “Sono stato contattato da molte persone che avevano visto le mie immagini in Internet – racconta ancora con stupore, ma anche con orgoglio, Alborghetti -: poeti, musicisti, narratori. Tra questi anche Srini Pillay, che sta lavorando a un progetto internazionale sugli stati della coscienza: mi ha mandato una griglia di venti domande su come nascevano le mie opere. Quando ha ricevutole mie risposte, mi ha scritto: “Io sono un columnist di The Huffington Post, ti dedicherò un articolo sull’opera sull’11 Settembre”. Prendendo spunto dal mio racconto sull’origine di quest’immagine, ha iniziato scrivendo: “Roberto Alborghetti stava camminando lungo via Vico a Milano”. Si è vero: ero lì quando ho visto un tabellone elettorale e sono rimasto affascinata dagli strappi lasciati da un attacchino. I colori mi hanno dato subito l’impressione del sangue e del fuoco che scende dall’alto sul grigio del cemento. Quest’anno è il decimo anniversario dell’11 Settembre e ho pensato di dedicare questa immagine alle vittime”.

 Ma non è finita. “Avevo prodotto due anni fa un clip con immagini molto colorate. L’ha visto un musicista americano di hip-hop, Sweet P. Mi scrive: “Io ti do la mia musica, tu fanne un clip”. Ora sta uscendo in America con il suo primo album…” Con la musica c’è un feeling particolare. “Per un complesso americano, Tonic Sol-Fa, che canta a cappella, l’anno scorso ho costruito un video con immagini astratte che mi ricordavano il clima del Natale. Qualche mese fa ho collaborato con un musicista olandese, Jap Jap. E un musicista sperimentale di Brighton, Jonteknik, mi ha mandato una canzone e mi ha scritto: “Combinala con le tue immagini, mi piacciono moltissimo”. Ho collaborato con il progetto musicale americano “Earscapes”, di Joshua Sellers, musicista e poeta dell’Arkansas, che ha realizzato un video di nove minuti con le mie immagini (Linger) e l’ha mandato su YouTube…”

 “Chi mi commenta che solo da un italiano può nascere un’opera come la mia e mi cita il Rinascimento, così come tutta la cultura che abbiamo alle spalle e ci portiamo dentro, mi mette in crisi. Come chi mi accosta a Cy Twombly, a Josef Albers, alla pop art,  e chi dichiara che ho dimostrato che nell’arte nulla si crea e nulla si distrugge. E’ vero: io non sono un pittore, ma parecchi grandi artisti si sono ispirati ai manifesti strappati. Io ne ho la prova. Io non lavoro le immagini, non le altero, come le colgo, le immortalo. La mia opera è una provocazione. Chi vede le mie opere per la prima volta ha l’illusione che siano dei dipinti. Io devo spiegare che non lo sono…

 Le opere di Alborghetti non piacciono soltanto agli artisti. E’ stato chiamato anche da un’azienda, la Bulwark Design di Srs, di Fiorano Modenese, al centro del distretto della ceramica… E poi l’incontro con Bruno Boggia, che fornisce i disegni agli stilisti. Perché il successo di un capo dipende dai designer tessili. Boggia a Como lavora per le più affermate case di moda internazionali. Alborghetti: “Ha prodotto tre sciarpe di seta con le mie immagini, tra cui quella dedicata all’11 Settembre (Alborghetti ha intenzione di donarla a un’associazione di famiglie di caduti nell’attacco, ndr). Tre prototipi, solo per vedere l’effetto che fa il passaggio dalla carta alla seta”. “Ma c’è anche – conclude – un istituto religioso femminile che ha avuto l’idea di prendere una mia immagine come modello per una vetrata sul tema della Passione. Sono gli altri che vedono tutti questi rimandi. Per me è solo un gioco”.

Ma anche una provocazione per i nostri occhi e per la nostra mente.

 

SWEET P, THE STORY OF THE L.A. GUY WHO DREAMS TO ENTERTAIN THE WORLD…

 IT’s out “Super Bad”, the new album “very carefully produced, composed, written, arranged, engineered, mixed and mastered” by Sweet P The Entertainer. I met him in June 2009 along the Walk of Fame. He was offering his demo cd to tourists… A story from the Dreaming America and from the Dreams that come True.

 

This is a story of a guy who dreamed to have a place in the music world. His name is Sweet P The Entertainer: “and he’s just what his name embodies”, he loves to say of himself.

I met him in june 2009, in Los Angeles, along the Hollywood Walk of Fame. A destiny’s sign? Yes, I think so. As other guys – singers, composers and musicians – he was running after tourists, offering them a demo cd with his music. He kindly stopped me and talked me about his compilation album – 16 tracks – home produced, home recorded and home manufactured. I remember what he said me : “Trust me, I’m the hottest music producer around here. This album home made is a tight blend of hip-hop, r’n’b, pop, rock and latin…All music is produced by me…Trust me”. I trusted my gut, as psychiatrist and Harvard clinician dr. Srini Pillay says about the role of intuition in his “The Brain and Business” book. I bought the compilation for some dollars. That guy thanked me smiling: “I’m the new Michael Jackson!”

It was June 2009 ( I had just left LA and I heard the sad news about the King of Pop’s death…) Back home, I put the compilation on cd player. That guy was right! Good hip-hop music. Nice vocal production. Beautiful rhythms and melodies. Accurate additional programming. A soulful atmosphere colored by a touch of pop and latin too. I contacted him via e-mail and I expressed my compliments.

The official biography – so ironical and disenchanted – tells about him: “ He’s a very well rounded Artist & Musician. He produces & engineers his own music, writes his own songs as well as sings & raps all the vocals. He plays several instruments including acoustic piano and acoustic guitar and is an electrifying performer on stage! Sweet P’s not only a great musician but he’s also an highly accomplished business man as well! He’s established himself as CEO of his own independent record label entitled “Rich Dreams Music” and does all of the promotion, marketing and management work himself on as well as off the internet! Please enjoy all of Sweet P’s videos and look for his new album coming this Summer/Fall…Thanks for your support, Stay Gold! Peace”.

 From then, we kept in touch through web sites (Myspace, Youtube, Facebook). Sweet P has been updating me about the preparation of his album. He worked so much. He suffered so much. But he never gave up. He likes to say about himself: “They didn’t believe in me but I believed in myself!” Bold and tenacious. He really deserves attention and respect, for his faith, for his enthusiasm.

Sweet P was impressed by my “psycho artworks” and we had a sort of video collaboration. In 2010 he sent me an abstract from his “Sweet P Lean” mixtape and I created a clip, ispired by his soundtrack. The result was a video, “(HIP) POP”, showing ten pop-oriented images; it intended to be also a sort of homage to the great pop artist Roy Lichtenstein (1923-1997).

 And at last… A few days ago I receive this message: “Hey friends and fans it’s Sweet P The Entertainer! My new album will be soon available… It was very carefully produced, composed, written, arranged, engineered, mixed and mastered by myself and the first single & video is coming soon! In the meantime you can download my 8 song mix-tape for free on the datpiff link below and please feel free to share it with all of your close friends! My single from that mix-tape is entitled “Hey Girl”. You can check it out on my youtube channel as well. So thanks in advance for the support! Stay Gold, Peace. Sweet P The Entertainer”.

Well done, guy! I’m glad for you… Your dreams came true. I wish you all the best success! Yes, touching stories may born along the Hollywood Walk of Fame, where people still hope and dream…

 Roberto Alborghetti

 LACER/ACTIONS – HIP (POP), CLIP 2010 (Sweet P Lean Mixtape)

 http://youtu.be/5hp52ET0-AM

 http://animoto.com/play/8QlPf1zadi2UT1WtwoY0Jg

 SWEET P OFFICIAL SITE

http://www.sweetptheentertainer.com/index.html

Sweet P The Entertainer Presents “Hey Girl”

http://www.youtube.com/watch?v=CYprOsHd4e8

Download “The Sweet P Lean” Mixtape for Free!

http://www.datpiff.com/Sweet-P-The-Entertainer-The-Sweet-P-Lean-Mixtape.233084.html